Profilo storico - Le origini. :1^ parte
Molte sono le congetture formulate da diversi studiosi nel corso dei secoli, il primo ad interessarsi delle origini di Cesi fu’ Abramo Bzovio, scrittore Polacco vissuto per quasi tutta la sua vita a Roma. Secondo Bzovio l’edificazione della cittadina risale al 1042 ed il suo fondatore fu un certo Valerio signore D’Aquitania; altro studioso fu’ Pietro Ricordati nella sua storia Monastica di San Benedetto, ricorda che fu’ un Signore del Casato dei Cesi, dopo la distruzione subite ad opera dei barbari, a restaurare la sua città vicino a Carsoli, tal Signore risponde al nome di Sabino Umbro Cesi,figlio di un Cesio Sabino Edile, come testimoniato dal Giacobilli, dal Bruni e da numerosi altri autori Latini.Secondo un altro studioso qual era il Milj, fondatori della Terra di Cesi furono gli Arnolfi,i quali,crearono due corti e la Chiesa di S.ta Maria (de’ Fori), nelle pendici del Monte per comodita’ dei coloni e dei servi (Montone),originariamente chiamato Casamassa ma che successivamente si tramuto’ in Cesa o Cese o Cesi, nome derivato dal taglio del bosco per coltivabilita’ del terreno. Per il Contelori infine, (1675, pubblicazione delle memorie Historiche della Terra di Cesi), quindi demolendo le asserzioni del Bzovio e del Ricordati, Contelori osserva che non essendo trovate prove certe dell’edificazione di Cesi, fa’ menzione che e’: “““opinione comune degli abitanti, che doppo la ruina della citta’ di Carsoli .…... fosse dato principio all’edificazione di Cesi, vicino alla Chiesa di S.ta Maria di Fora, donde doppo alcun tempo si ritirassero ad abitare nel luogo detto Montone dal quale si trasferirono al sito sotto la montagna,dove al presente si vede”””.
Legato alle dispute riguardanti il fondatore di Cesi e’ quello concernente la derivazione del suo nome. Non abbiamo certo fonti attendibili che ci facciano dedurre esattamente l’origine etimologica del nome,quindi resteremo fedelmente attaccati al cordone ombelicale degli storici che secoli indietro hanno reso possibile la storia di Cesi;il Contelori, nella sua “”Historia””, menziona il verbo latino “Caedere” come Tagliare, in quanto era antica proibizione di tagliare il bosco prospiciente la parte superiore della castellanza, servendo per difesa contro la caduta dei massi che tendevano a lambire il centro abitato; sempre dal verbo latino “Caedere”, ma espresso come Uccidere, per via di un’antica leggenda detta “grotta dei duemila”, in quanto in questo luogo vi fu’ una grande strage di uomini da parte dei Romani, i quali Umbri erano soliti rifugiarsi nelle caverne della montagna, dopo aver danneggiato le popolazioni vicine: oppure, dal sostantivo “Cese”, antichi terrazzamenti che gli abitanti della zona usavano per approvvigionarsi di materie prime, granaglie, olivi, vite, ancora visibili in loco; o ancora derivanti dall’antico casato dei Cesi. Non molto tempo addietro vi e’ stato un altro suggestiva attribuzione da parte del Professor Farinacei ,studioso di antiche popolazioni Celtiche, secondo cui il nome Cesi deriva dalle caratteristiche fondamentali degli abitanti Celtici che si erano stanziati, gia’ nel VIII sec. a.c. in tutta la zona che guardava la Valle Terzana:Costoro avevano tutti gli occhi Glauchi,per cui il nome del paese deriverebbe dal termine latino “Caesius” che appunto sta’ a significare “dagli occhi chiari”. Tale ipotesi potrebbe,usando il condizionale ,esser suffragato da un detto in uso nel Ternano, ”Cesari de Cesi C’hanno l’occhi de gattu”.
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