Carsulae
Carsulae - tombe monumentalLa fondazione della citta’ di Carsulae e’ una delle conseguenze piu’ evidenti dell’avanzata romana nell’Italia centrale.Tale avanzata,iniziata con la battaglia di Sentino (295°.C.) in cui furono sconfitte le popolazioni etrusche e italiche che si opponevano a Roma,si sviluppo’ nel corso del III sec. e fu sancita definitivamente dall’apertura della via Flaminia,che permetteva il collegamento rapido tra Roma e l’area adriatica centro-settentrionale,e che per buona parte del suo percorso interessava il territorio dell’Umbria.
La presenza romana sempre piu’ evidente, accelero’ il processo di crisi delle comunita’ umbre legate ancora a modelli arcaici di organizzazione politico-sociale-territoriale.
Carsulae - arco di San Damiano Gli insediamenti di altura vengono gradualmente abbandonati a vantaggio dei siti piu’ prossimi alla viabilita’ principale e all’ampia area pianeggiante che permetteva uno sviluppo piu’ razionale dell’agricoltura. L’attivita’ agricola prende il sopravvento su quella silvo-pastorale e probabilmente il territorio viene diviso e sfruttato secondo i modelli romani.
E mentre fin dall’eta’ mediorepubblicana nel territorio si impiantano le prime ville rustiche di cui sono testimonianza i terrazzamenti in opera poligonale come quello di Cesi, località Pittura o di S.Onofrio, probabilmente gia’ dal II secolo a.C. si avvia il processo di Carsulae - monumenti funerariurbanizzazione delle popolazioni umbre di quest’area che porto’ alla fondazione di Carsulae, posta sul tracciato originario della via Flaminia. La citta’ sorge su un’ampia platea travertinosa, circondata su tre lati da una zona ampia,pianeggiante e fertile,mentre il suo territorio ad Est include il versante occidentale dei M.Martani. Non e’ ricordata negli itinerari che riportano il percorso della Flaminia ma e’ menzionata da Stradone tra i centri piu’ importanti posti sulla via consolare (V.2.10).E’ ricordata anche da Tacito (III,60) che ne da’ una concisa,ma calzante descrizione e da Plinio il Vecchio che la inserisce nell’elenco delle citta’ della VI regio augustea (NH III;113) e che attesta la coltivazione della vite nel suo territorio (XVII,213) Plinio il Giovane invece in una delle sue Epistole (1,4) ricorda la villa qui posseduta dalla suocera Pompea Celerina.
Carsulae - arco di San Damiano Per la conoscenza della vita e degli ordinamenti della citta’ hanno un ruolo essenziale le numerose epigrafi qui rinvenute.
Carsulae - cartina Fu Municipio, probabilmente dell’eta’ cesariana, ascritto alla tribu’ Clustumina. In epoca augustea era retta da “Duoviri”, mentre più tardi da “quattuoviri”. Altre magistrature attestate un “procurator iuventum” un “procuratus fabrum” “curato pecuniae frumentariae. Il definitivo assetto urbanistico si ebbe nel periodo compreso tra Augusto ed i Flavi. L’abbandono del tratto originario della via Flaminia a favore di quello orientale che toccava Terni e Spoleto contribuì in modo determinante alla decadenza della città che essendo inoltre priva di mura fu esposta di conseguenza alle invasioni barbariche. Il definitivo abbandono della città fu probabilmente dettata da un forte terremoto nella zona.

 

[ Copyright ©2004 by G.S.T.A ]
[(powered by J.)].