San Francesco all’Eremo
E’ documentato dalle antiche cronache che San Francesco, dopo esservi stato nel 1209-10. torna nella bassa Umbria e precisamente nel Ternano nell’anno 1212-13:”..vivissima e’ la tradizione dei frequenti viaggi, di frate Francesco in questi luoghi: da Terni a Stroncone, Santo Urbano, Calvi, Narni, San Gemini, Cesi, Acquasparta, ecc.”.
Nel 1213 San Francesco fu’ chiamato dal Vescovo di Narni Ugolino dei Conti di Segni perche’ con la sua predicazione rinvigorisse la fede degli abitanti della zona,fortemente minacciata dal diffondersi dell’eresia catara. In questa occasione Francesco seppe dell’antico romitorio benedettino che a lui venne poi ceduto dall’abate di Porta Reale. Francesco inizio’ a restaurarlo e li accanto comincio’ a fabbricare “una casetta o capanna di legno e frasche”. Questa ci documenta il primo “locs” Francescano della Romita edificato dallo stesso Francesco. Altre volte ancora vi ritornera’ 1213-1218-1221-1225. La frequenza assidua di Francesco all’Eremo fu’ un incentivo per fortificare il suo spirito nella solitudine e nel ritiro,spinto da una forza interiore per congiungersi a Dio moralmente e fisicamente in un vincolo d’amore.Durante il suo pellegrinaggio al convento dell’Eremita compose, ”l’exhortatio ad laudem Dei” che e’ considerata una prima stesura del piu’ noto Cantico; in esso ci sono infatti tutti gli aspetti del misticismo di San Francesco che lo hanno ispirato nello scrivere queste preghiere con l’intento di offrire ai suoi fraticelli un testo da cantare a lode del Signore e da insegnare alla gente devota. Cio’ spiega la semplicita’ della struttura dell’Inno, il ricorso a cose grandi e piccole della natura e a concetti facilmente comprensibili dai devoti.
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