Leggenda de' Giordano Angelo Jacovilli da Cesi, Mercante.
Giordano Angelo Jacovilli era nato nella Terra di Cesi in contrada Montone circa l’anno milleduecentoerotti, assieme ad altri due fratelli, Jacopo e Cardino e due sorelle Lilia e Isadora. Sin da bambino aiutava il padre Filippo nella sua piccola bottega artigiana ad affilar lame, all’eta’ di circa dodici anni entro’ come apprendista nella bottega di messere Arduino Pistalozzi, sarto e mercante di broccati nella vicina Todi.
Fu’ per Giordano una passione a prima vista, tanto era felice di sta da maestro arduino a lisciar broccati, visto che Arduino non aveva alcuna genia ne’ fece quasi per lui un figlio del nostro Giordano, ed anch’esso si sapeva far voler bene dal Maestro di bottega.Un giorno Arduino dovette partire per Assisi per approvvigionarsi di tessuti e chiese a Giordano di accompagnarlo,per il ragazzo fu’ come partir crociato,che subito non volle far menzione con i genitori dicendo alla madre Arzilla di dover accompagnar il Mastro in Terni per due giorni.Stettero via ben sette giorni,Giordano pote’ vedere nelle botteghe artigiane di Assisi e poi Perugia i piu’ bei broccati Umbri che suoi occhi avessero veduto.Tornato in Cesi, a Maestro Arduino pote’ con gli anni dire di conoscere a menadito tutti i tipi di stoffe che esistevano nel contado, ora Arduino doveva recarsi alla fiera di autunno in Provenza per approvvigionare il magazzino di Todi e fece la proposta al giovine di andar lui oltre alpe; Giordano non parve verita’ nel dire subito di si,senza premura di dire nulla a casa, parti’ di buon’ora il giorno appresso. Dopo tempo arrivato nella Provenza regina di sete e broccati, riusci’ nel giro di pochi giorni a far provvista di scorte a buon prezzo. Una sera intento stava a dimenare una cenetta assai succulenta che sentì due tizzi vociare di mercanti in Venezia pronti a partir per seta alle lontane terre sconosciute dell’Asia; ascolto’ e riascolto’, tanto di domandare agli sconosciuti chi fossero quelle persone e da dove partissero per le lontane terre della seta piu’ leggera delle piume. Son Messeri du fratelli di Polo da Venezia e partiranno appena l’inverno sara’ finito. Rizzato in piedi Giordano,fece poco da spedire a corriere a casa la dispensa con una lettera che spiegava la sua veloce dipartita;si attrezzò e partì alla volta della citta’ di Venezia, giuntovi non fece altro che presentarsi a Messer Matteo Polo,che sentita raccontar la storia di voler partire con loro si fece una lauta risata,era gia’ tutto pronto e non sarebbe stato possibile aggiungere altre genti al loro cammino.Ma testardo non volle far altro che conoscere il figlio di lui Marco,giovine ambizioso come anche lui era,e si conobbero talmente bene che lo stesso Marco a cio’ della sua non dipartita fece anche di portar Giordano seco con loro nell’impresa. Partirono che era ancora non si fatta l’alba e giorni e giorni duro’ la strada fino a quando volti nuovi e nuove genti scoprirono dila’ dal mondo conosciuto,il Catai,il paese della seta piu’ leggera delle piume,tanto e tanto tempo duro’ la loro storia ospiti di quell’imperator cosi assai strano,poi dopo il ritorno alla terra di Venezia piani di ricchezze e di fortune,che il raccontar ora non posso. Giordano nulla non fece che con la barba lunga e anni sulle spalle si incammino’ al raggiungere la natia terra e a raccontar ai posteri la sua avventura nella luntana Cina. Giuse seco l’asino alla citta’ di Perugia dove le sue gesta erano giunte e tanto volle lo Podesta’ che li dovette restare per un’intero mese a raccontar le avventure.Giunse alla Terra pe’ la strada detta del Carro,dove nessuno oramai lo riconosceva solo la povera madre oramai vecchierella e scarnita,ed i fratelli e le sorelle co’ nipoti e nipotini,quella sera fecero gran festa tanto che il caro nostro Giordano volle far provare a detta Terra uno brivido mai visto,accese li fochi,e il cielo si coloro’ nella fredda notte di quell’autunno di mille colori che lo contado avere mai visto.Che gioia nel veder tal grandezza;ed oggi nel veder li fochi per ringraziar lo Santo Protettore Onofrio Eremita,non mi scandalizzò nel dire che e’ tornato ancora il Messer Giordano Angelo Jacovilli da Cesi. Montesante
[ Copyright ©2004 by G.S.T.A ] |